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  Prealpi Carniche
  Carta 1:25.000 Foglio 13

 

DISL. 1184 Mt. –  Min  702 ; Max  1886
6 h
  Difficile
 

Gruppo del Coglians – Cjanevate – Dolomiti Friulane – Alpi Giulie

 

Si risale la Val D’Arzino fino al Borgo di Pozzis,. Dopo il borgo si parcheggia e si imbocca la Valle di Preone (chiusa al transito).

La Valle di Preone nei periodi invernali è chiusa al traffico, per cui bisogna lasciare l’auto vicino all’abitato di Pozzis, proprio nei pressi di un tornante. Non preoccupatevi, anche se lo spazio e’ poco, questa non e’ certamente una meta molto frequenta, anzi. Molto consigliata proprio per chi vuole uscire dai percorsi abituali e trovare un silenzio innaturale per le nostre orecchie “inquinate”. Diciamo subito che e’ un percorso lungo e difficile, soprattutto se nel frattempo la neve sommerge e fa scomparire la strada maestra. Un cartello con indicato Valle di Preone ci fa entrare in un ambiente “Preistorico”, infatti come litologia è in prevalenza costituito da calcari dolomitici e dolomie dalla cosiddetta “Dolomia di Forni”, da cui provengono fossili di notevole importanza, come i rettili volanti (Pterosauri) Preondactylus ed Eudimorphodon, più antichi ritrovati al mondo, o il rettile arboricolo Megalancosaurus. Notevoli sono anche le testimonianze di pesci, crostacei e vegetali. Molti dei rinvenimenti fossili della zona hanno fornito importanti informazioni alla paleontologia ed alcuni rappresentano specie nuove per la scienza ( dal sito Carniamusei: “ Preone – 200 milioni di anni” ).Una volta arrivati agli Stavoli Pie’ della Valle , e prima della Sella Chiampon, sulla sinistra si attraversa il ponte del Torrente Arzino, che qui e’ poco piu’ di un ruscello, e si comincia a salire in un bosco di faggio. Noi continuiamo sempre per il sentiero 826, che e’ in realta’ un’ampia carrareccia. Si arriva cosi’ alla prima difficolta’ del tracciato: infatti bisogna passare sul versante del Teglara cercando di seguire idealmente il percorso e stando attenti a non perdersi ; abbiamo notato alcune grosse valanghe in questa zona, c’e’ da prestare attenzione. Una volta ritrovata la strada, arrivare alla Casera Teglara e’ un gioco da ragazzi. La conca che ospita la Casera e’ molto affascinante perche’ chiusa ed ondulata, con macchie di vegetazione sparse qua e la. A questo punto non ci resta che puntare alla cima che sembra ad un tiro di schioppo ; ma con la neve e il freddo e’ tutto piu’ faticoso . Consigliamo  una giornata di neve sicura in quanto l’ultimo pendio e’ ripido e da fare con ramponi. Il panorama una volta arrivati in cima e’ splendido: dai quasi 1900 metri del Monte Teglara si gode una vista splendida che spazia dal  Gruppo del Coglians /Cjanevate alle Dolomiti Friulane, dalle Alpi Giulie al  Canin ! La cima e’ bella comoda e di sicuro farete foto alla cresta che prosegue fino al Monte Valcalda, davvero suggestiva con il lavoro incessante del vento che crea queste “onde” ghiacciate. Per il ritorno basta seguire il percorso dell’andata.