| Prealpi Carniche | ||
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| Carta 1:25.000 Foglio 013 | ||
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Disl. 464 Mt. – Min 1177; Max 1641 | |
| 5 h | ||
| Difficile | ||
| Gruppo Monte Cavallo - Crep Nudo - Cima Preti - Duranno - Pelmo (cima) - Resettum - Raut | ||
| Roncjade Snack Bar Piancavallo tel. 0434 655080 |
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Da Piancavallo prendere la strada battuta per il lago di Barcis. |
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La partenza di questa bella escursione inizia sulla strada che da Piancavallo va verso il Lago di Barcis. Trovato un parcheggio per l'auto in prossimità di Pian delle More,ci muoveremo per imboccare il sentiero CAI n.ro 971,comoda mulattiera, oppure proseguendo per qualche metro, possiamo seguire le tracce segnate sui tronchi degli alberi, di un sentiero in mezzo al bosco che accorcia il tragitto. Con un pò d'attenzione ai segnavia, quest'ultimo è sicuramente più coinvolgente, anche se un pò più impegnativo. Se invece volete avere tutta la tranquillità di una traccia continua
seguite pure la chiara mulattiera.
Una pendenza poco pronunciata ci addentra nell'affascinante faggeta, resa incantata dal manto nevoso che trasforma altrimenti un paesaggio spettrale, quel bosco nudo e spoglio del verde fogliame della bella stagione. Il percorso continua dolcemente senza strappi, forse la mulattiera, complice un continuo curvare, si dimostra un pò noiosa e lunga. Noi abbiamo optato per il sentiero all'interno del bosco, ovattato dalla neve ed illuminato dalla invasione di alcuni raggi solari nell'ambiente ombroso della foresta.
Arrivati a quota Mt. 1420 circa, troviamo il ricongiungimento con la mulattiera,in un trivio con segnalazioni CAi dei sentieri 971, 985 (Cas. di Giais) e 988 (Madonna del Monte). Noi continuiamo per il 971, ancora per poche centinaia di metri, per poi imboccare a dx, più o meno in prossimità di una teleferica, il versante di Pala Fontana. Qui il percorso è ben segnalato da dei segnavia rossi dipinti sui tronchi degli alberi. I segni sono numerosi,ma bisogna far attenzione a non perderli, dato anche che il percorso si fa pendente ed impegnativo (consigliamo di portarsi dietro i ramponi, dato che piccoli pezzi di salita sono piuttosto ripidi). Altro riferimento cui affidarsi per non sbagliare strada sono dei massi accatastati che una volta fungevano da stazzi per il bestiame. Fare attenzione ai possibili inghiottitoi (fenomeno di origine carsica che provoca delle buche dove l'acqua,dalla superficie, s'infila nel sottosuolo) lungo il cammino. Ancora qualche metro di faticosa salita, quand'è che ci affacciamo su un altipiano dal quale s'inizia a scorgere la croce di vetta della nostra destinazione. Siamo sul versante Nord del Monte Ciastelat, l'avvicinamento ora è tranquillo e poco faticoso, corroborato dalla stupenda vista verso Le Dolomiti Orientali, da cui spicca il Duranno,e poco più dietro, sbuca il Pelmo con la sua forma caratteristica.
Arriviamo all'ultimo tratto prima della cresta di cima: questo pezzo deve esseere percorso con la massima prudenza, dato l'esposizione del percorso, e con ausilio di ramponi e picozza. Il tratto è pianeggiante ma ostacolato dalla neve, sempre abbondane dato l'esposizione a nord. Segue la cima del monte, percorrendolo da destra a sinistra della piccola cresta.
Mettiamoci poi comodi ad ammirare il bellissimo ed infinito paesaggio. Pur non avendo un'altezza importante (Mt. 1641), il Monte Ciastelat è comunque un'ottima Cima per gli amanti dei Paesaggi infiniti che le giornate terse dell'inverno ci sa regalare. Lo sguardo si perde dal vicino Monte Cavallo, alla bellezza unica delle catene dolomitiche, per spaziare verso il mare a sud.