
| Prealpi Giulie | ||
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| Carta 1:25.000 Foglio 041 | ||
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Disl. 641 mt. – min 1000; max 1641 | |
| 4 h – 4 h ½ | ||
| Facile/Media | ||
| Dolomiti Friulane – Chiampon – Musi - Gran Monte – Monte Mia – Canin – Monte Nero | ||
Sicuramente per avvicinare le persone alla passione per la camminata in montagna, una delle cime più spettacolari e meno impegnative dal punto
di vista fisico è sicuramente la Vetta del Monte Matajur, all'estremo nord est, confinante con la Slovenja.
L'itinerario che consigliamo parte dall'ultima frazione prima del Monte Matajur, Montemaggiore.
Parcheggiata l'auto alla fine della piccola frazione, imbocchiamo un sentiero (le varianti per arrivare alla cima sono svariate, vanno dai sentieri CAI, ai tratturi, per finire ai cammini segnati dai cacciatori e dagli indigeni), che s'infila subito in un boschetto,complice nel nascondere con le sue fronde lo spettacolare panorama che c'aspetta, per poi seguire il sentiero CAI n.ro 751. Fin dai primi metri di salita, infatti, si ha l'idea di cosa sarà la visuale in cima.
La salita è dolce, senza strappi, qua e là s'intravedono vecchie case isolate e resti di quello che portava anni addietro le piste di sci,oramai in disuso a causa dello scarso innevamento dei giorni nostri (l'inverno 2008-2009 è infatti un evento eccezionale...)
Già da qui si può ammirare (se il cielo terso lo consente) tutta l'estensione della Pianura Friulana, fino ad intravedere le coste. Ad est, invece, un continuo ed infinito sguardo verso le piccole montuosità della Slovenja fanno perdere l'orizzonte.
Continuiamo sulla dorsale con dolci saliscendi che non fanno sentire la fatica al fisico, di tanto in tanto compaiono recinti fatti con paletti di legno e filo spinato, testimoni di un'attività ancora abbastanza viva, quello dell'allevamento di pecore e di mucche durante il periodo tardo primaverile ed estivo.
La salita arriva fino al piccolo Ricovero Dom, costruzione carina e gestita da persone originarie delle Valli del Natisone,amanti della montagna e strettamente legato alle tradizioni della Slavia Veneta.
Da qui si prosegue guardando la cima, inconfondibile grazie alla costruzione di una piccola chiesa (1641 mt.). Se la giornata è particolarmente limpida e serena, come solo le giornate invernali sanno essere, la vista è incredibile. Essendo il Matajur una cima isolata da altre catene, si ha la sensazione di essere sulla Cima più alta del Mondo! Guardando verso sud, si riconoscono le rive del mar Adriatico, arrivando persino
a riconoscere Trieste ed il suo golfo ad est, e le coste di Grado e Monfalcone più a ovest.
Guardando in direzione opposta,si riconosceranno senza grandi difficoltà il Monte nero, il Gran Monte, Il Cuarnan, il Chiampon, la catena dei Musi e lo Stol e poi dietro il gruppo del Canin, il Forato e il Rombon, il Mangart e lo Jalovec.
In giornate di cielo nitido si intravede il Grossglockner e poi dall’altra Pelmo e al Civetta.
Per la discesa, basterà puntare dritti verso le pendici del monte, seguendo sempre il sentiero. Arriveremo in una mezz'ora al parcheggio dell'auto, vicino al
Rifugio Pelizzo (chiuso d'inverno).