
| Alpi Giulie | ||
|---|---|---|
| Carta 1:25.000 Foglio 019 | ||
|
Disl. 396 Mt. – Min 1024 ; Max 1420 | |
| 3 h | ||
| Facile | ||
| Monte Santo di Lussari – Jof Fuart - Jof Montasio - Cima Cacciatori - Mangart | ||
| Rifugio Grego - Renato Ben Cell.349 1997876 |
||
| Autostrada A23 uscita Caporosso seguire la Val Saisera fino in fondo | ||
Gita breve e semplice ma molto remunerativa che ci portera’ ad ammirare le pareti piu’ impressionanti e spettacolari della regione, soprattutto nel periodo invernale quando le cime appaiono decisamente inarrivabili! Il nostro percorso parte dalla fine della Val Saisera, intorno al Rifugio Montasio, dove possiamo lasciare la macchina comodamente lungo la strada o in un piccolo parcheggio. Fiancheggiamo quasi da subito una ex polveriera, ben visibile e recintata con filo spinato. Da subito noteremo le imponenti bastionate del Gruppo del Montasio che si ergono maestose sopra di noi, nascondendo il sole e una gran fetta di cielo. Oltrepassato un ponte ci affianchiamo alle piste da fondo (se avete cani teneteli vicini) e ci troveremo di fronte alla Cappella Florit, inizio vero e proprio del sentiero e della salita che ci portera’ al Rifugio. Vi sono due possibilita’: o seguire la comoda carrareccia che con qualche tornante si collega poi al sentiero 611 oppure, consigliato, seguire il ripido spallone battuto che ci fara’ risparmiare tempo da sfruttare in seguito. Il rifugio e’ aperto il week end ma e’ sempre meglio chiamare per averne la certezza. Una volta arrivati al Rifugio potete sbizzarrirvi con le foto, ma consigliamo di proseguire il percorso verso Sella Somdogna e quindi verso Casera Somdogna. Qui infatti il percorso e’ meno battuto e piu’ “silenzioso” e potete ammirare non solo Fuart e Montasio, ma anche in lontananza il Mangart e, in territorio Sloveno, lo Jalovec. Inoltre la strada che scende in Val Dogna e’ un tappeto bianco vergine, irriconoscibile in abito invernale.Per il ritorno si seguira’ lo stesso percorso dell’andata.